PROGRAMMA AMMINISTRATIVO DELLA

COALIZIONE A SOSTEGNO DELLA

CANDIDATURA DI DAVIDE ZOGGIA

Partito Democratico
Partito Socialista
Verdi
Di Pietro Italia Dei Valori
Sinistra Per Venezia - Provincia
Rifondazione Comunisti Italiani
Lista Civica Zoggia Presidente
Libertà Civica Consumatori
ELEZIONI PROVINCIALI 2009

PREMESSA

In questi anni la Provincia di Venezia ha assunto un ruolo politico, amministrativo e sociale di
primo piano passando da “soggetto istituzionale nascosto” a protagonista del nostro territorio.
Questo nuovo “ruolo” è determinato certamente dalla qualità delle iniziativa amministrative
intraprese e dalla capacità di sintesi efficiente e produttiva tra le forze politiche che, senza
considerare le differenze come un limite, hanno concorso con profondo senso di responsabilità
all’innalzamento complessivo della qualità della vita di tutti i nostri cittadini.
In un fase tanto complessa come quella che stiamo vivendo il ruolo della Provincia diventa
ulteriormente importante e, dopo aver gettato le basi per il rilancio del nostro territorio, siamo
chiamati a compiere un passo ulteriore rendendo la Provincia un reale alleato per i cittadini ed i
mondi organizzati. La crisi economica nella quale viviamo sta producendo, anche nel nostro
territorio, situazioni di estrema difficoltà ed è a queste che la nostra coalizione deve fare fronte con
urgenza. La vicinanza ai lavoratori ed al mondo dell’impresa è al centro della nostra azione politico
– amministrativa nella consapevolezza che attraverso la redazione di un nuovo patto tra le diverse
parti sociali il nostro territorio possa compiere un significativo passo fuori dalla crisi.
Siamo chiamati a costruire, infatti, maglie più strette per il nostro sistema di sicurezze sociali
perché nessuno rimanga solo in un momento tanto complesso. Al tempo stesso avvertiamo il
preciso dovere di gettare le basi perché il nostro territorio, quando questa fase di crisi sarà
terminata, sia preparato.
Da questa condizione usciremo certamente diversi da come ci siamo entrati e solo attraverso una
seria evoluzione del nostro sistema che sia capace di sostenere con determinazione la qualità e la
compatibilità ambientale delle produzioni potremmo riprendere, ed anzi rilanciare, il percorso di
sviluppo interrotto.
Siamo convinti che sostenendo le nostre famiglie, le lavoratrici ed i lavoratori, i pensionati, le
imprese, il commercio ed i servizi del nostro territorio ed investendo con determinazione in una
formazione sempre più qualificata potremo superare l’instabilità economica e costruire una rete
sotto la quale le nostre famiglie non possono precipitare.

PROVINCIA: UN RUOLO DA DEFINIRE

La “Macchina Provincia” deve essere più snella, più vicina a cittadini e mondo organizzati, più
semplice e veloce nella sua capacità di garantire le giuste risposte, anche attraverso l’adozione di
adeguati strumenti che rendano maggiormente trasparente l’attività amministrativa e favoriscano
una partecipazione propositiva dei cittadini alle scelte e agli indirizzi. Ovviamente anche le politiche
del personale dovranno assumere quelle caratteristiche che permettano all’ente di rispondere ai
bisogni sociali e culturali oggi prioritari per il nostro territorio.
Siamo chiamati a ripensare la struttura stessa dell’Ente Provincia candidandoci, anche, a gestire la
sua evoluzione in “Città Metropolitana”: un’opportunità politica ed amministrava, questa, da
cogliere e sostenere con assoluta determinazione. La Città Storica, capitale del nostro territorio,
deve essere inclusa nella dimensione metropolitana andando oltre il concetto di “città museo”, ma
sostenendola come un cuore pulsante del progresso e dello sviluppo.
Per uno sviluppo più equo ed adeguato alle sfide del nostro tempo, infatti, dobbiamo ragionare su
scala metropolitana travalicando, nelle politiche, i confini geografici ed istituzionali dell’Ente: un
percorso, questo, che i nostri cittadini compiono quotidianamente per lavoro, affetti, interessi.
Venezia, Padova e Treviso sono, infatti, i tre vertici di un’area che, di fatto, rappresenta l’asse
portante della nostra Regione e come tale siamo chiamati a definire azioni amministrative che
intensifichino e semplifichino i rapporti all’interno di questa macroarea. Non soltanto per
rispondere a chi chiede una ridefinizione del ruolo delle Province, ma soprattutto per sostenere i
nostri cittadini che, muovendosi su scala sovra provinciale, meritano che le istituzioni
accompagnino e semplifichino il loro quotidiano.
Va riaffermato il ruolo di pianificazione strategica di area vasta che meglio di qualsiasi altra
funzione definisce le ragioni del mantenimento delle provincie nell’organizzazione amministrativa
dello Stato. In tal senso la recente legislazione ha rafforzato il ruolo di coordinamento
dell’amministrazione provinciale che dovrà incidere anche sulla recente redazione dei PAT
comunali.

LAVORO, SVILUPPO, ECONOMIA

La recessione internazionale, la competizione globalizzata, la modificazione del sistema produttivo
richiedono un nuovo approccio per affrontare il consolidamento della nostra economia. Se non
agiamo rapidamente, con coraggio e determinazione, rischiamo di perdere il carattere competitivo
che è stato alle fondamenta della nostra crescita e che resta indispensabile per operare e
prosperare in un sistema globalizzato. Le scelte non possono essere rimandate, pena il prolungarsi
della recessione e la perdita di competitività del nostro sistema economico.
Vanno contrastate politiche di delocalizzazione, di abuso di appalti e subappalti, va tutelata la
condizione dei lavoratori partendo dal necessario incremento dei salari, dalla lotta alla nocività e
per la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Si deve continuare ad investire nei settori che si sono rivelati strategici per l’economia della nostra
provincia, ma devono essere favoriti gli investimenti anche in settori completamente nuovi, quali
le energie rinnovabili, il disinquinamento, la manutenzione ambientale, generando nuovi posti di
lavoro e nuove professioni. Il lavoro, la tutela dei livelli occupazionali, la difesa dei redditi e la lotta
al carovita devono rappresentare il primo e più importante impegno per l’amministrazione
provinciale. Si ritiene indispensabile, in questo momento di grave crisi economica, puntare su una
gestione piena ed in forma diretta delle politiche del lavoro che debbono essere rilanciate come
cardine dell’azione propria della Provincia. In questo senso va ripensato il ruolo dell'agenzia sociale
per il lavoro allargando la rete pubblica di protezione per l'impiego.
La centralità del lavoro
Il lavoro è il tema centrale delle politiche proprie della Provincia di Venezia in questo senso è
essenziale procedere a:
- potenziare in modo estremamente significativo la rete dei Centri di Formazione Professionale:
formazione collegata ai distretti produttivi. Aumentare la formazione permanente della forza
lavoro;
- stimolare scuole e università e studenti (orientamento) verso una formazione collegata ai settori
trainanti e formare le nuove generazioni su quei settori in modo che offerta di lavoro futura si
incontri cola la domanda di lavoro futura
- investire con maggiore decisione sui Centri per l’impiego: potenziamento organizzativo per
meglio incrociare domanda/offerta, potenziando l’attività pubblica anche in concorrenza con i
privati; tavoli permanenti con associazioni imprenditoriali per definire con precisione le esigenze;
- aumentare l’accesso al luogo di lavoro: i lavoratori devono avere accesso ai luoghi di lavoro in
tempi e a costi ragionevoli.
- sostenere l’occupazione sia degli over 45/50 che degli under 30, attraverso incentivi economici
che superino le difficili occupabilità
- istituzione della SCUOLA INTERNAZIONALE DEI MESTIERI DEL MARE per sostenere, a partire
dalla formazione professionale mirata a costruire tutte le figure professionali necessarie, la
cantieristica minore veneziana.
Inoltre ci impegniamo a richiedere, a Governo e Regione, legislazioni di sostegno al lavoro e alle
aziende, per ridurre la precarietà e realizzare forme di salario sociale, aumentare la durata della
Cassa Integrazione Straordinaria da 12 a 24 mesi estendendola anche a tutti quei settori, oggi
esclusi, a partire dalla piccola imprese e dell’artigianato.
Analogamente a quanto fatto per il fondo di rotazione grazie al quale anticipare le quote di cassa
integrazione, intendiamo costituire uno strumento economico – finanziario capace di garanzia
presso gli istituti bancari l’accesso al credito per quelle piccole e medie imprese, anche di natura
commerciale e turistica, che intendano riqualificare e rilanciare la propria attività.
Innovazione dei settori tradizionali
Un ruolo importante l’Amministrazione Provinciale lo deve esercitare anche nell’economia,
soprattutto in questa particolare fase congiunturale.
Una crisi, quella attuale, che per le sue origini e le sue caratteristiche necessita di interventi
innovativi e flessibili.
Innovativi nel senso che non si possono riproporre progetti validi in passato dove la difficoltà erano
legate più ai prodotti che ai mercati.
Flessibili nel senso che devono essere individuate modalità di intervento in grado di modificarsi e
adeguarsi all’evoluzione che l’attuale momento può imboccare.
In questo contesto va ribadita la convinzione che solo una forte alleanza tra Pubblico e Privato
possa contribuire da un lato a consentire alle imprese non solo di superare l’attuale difficile
congiuntura ma anche di proporsi ad affrontare le sfide future caratterizzate da un’economia
sempre più globalizzata.
In questo contesto l’Amministrazione Provinciale dovrà esercitare un doppio ruolo per Porto
Marghera.
Da un lato va consolidato e guidato l’avviato processo di cambiamento. Non si possono accettare
forme di discussione che non tengano conto degli investimenti, delle competenze, del know how
creatasi, nella quasi centenaria storia di Porto Marghera per produzioni che sono funzionali non
solo alla realtà locali ma all’intero Sistema Produttivo pubblico.
La chimica resta un assetto fondamentale, pur puntano alla necessità che vi siano adeguati e
condivisi investimenti per declinare congiuntamente ambiente, sviluppo e sicurezza.
Questo vale anche per altre realtà produttive presenti nel nostro polo industriale quali la
cantieristica, la meccanica, l’impiantistica, l’energia.
In secondo luogo va rafforzata e razionalizzata la positiva esperienza di innovazione creatasi con il
Parco Vega che non può limitarsi ad essere un affare immobiliare, ma il vero motore di uno
sviluppo “nuovo”.
Sono ora necessari un processo di razionalizzazione e l’individuazione di priorità quali:
nanotecnologie, biotecnologia e il sostegno di tutte quelle piccole imprese che hanno fatto della
Ricerca e dall’Innovazione il loro fare business e che hanno consentito o possono consentire
ulteriori livelli di occupazione qualificata.
La politica, e per essa l’Amministrazione Provinciale, devono garantire un elevato livello di
efficienza e fare in modo che chi è chiamato a governare questa realtà adotti la logica dello
sviluppo alla base degli elogi per investimenti che Pubblico e Privato possono consentire.
L’Amministrazione Provinciale con gli altri Enti Locali e le forze produttive intendono favorire un
processo di internazionalizzazione di questa area individuando anche nuovi strumenti pubblici di
governo capaci di porre in essere concrete iniziative di mantenimento delle attività produttive e di
procedere, nel contempo, ad un preciso programma di bonifiche.
Per far riprendere gli investimenti nazionali e stranieri questa realtà industriale che è unica in
Italia, dispone di elementi strategici: Porto – Ferrovia – Aeroporti – Autostrade – Impianti di
depurazione che rappresentano un appetibile centro di sviluppo per un’industria moderna.
Sul piano strettamente industriale l’Amministrazione Provinciale intende valorizzare fino in fondo gli
altri poli produttivi quali i distretti e le filiere che devono essere economicamente capaci di
sostenersi.
In particolare l’Amministrazione Provinciale è impegnata a favorire i processi di investimenti legati
al Polo Aeroportuale verificando le iniziative in corso, che devono essere in coerenza con il PTCP,
per ma creare quelle infrastrutture immateriali: Formazione - Parchi Scientifici, che oggi sono una
componente strategica per un moderno sviluppo industriale.
Quei distretti produttivi che hanno dimostrato in questi anni di sapersi proporre sul mercato
internazionale dovranno trovare un sostegno costante e con loro saranno concordati gli interventi
più idonei.
Alla base del comportamento dell’Amministrazione Provinciale c’è la convinzione che oggi un
moderno ente locale ha titolo per partecipare ai processi produttivi favorendo lo sviluppo, con
processi di semplificazione, con una programmazione condivisa, intervenendo con partecipazioni e
quelle infrastrutture e servizi che favoriscono un ordinato ed equilibrato sviluppo di tutte le
componenti del territorio.
In questo contesto va ripensato il ruolo delle Public Utilities, improntando la logica di efficienza,
efficacia e minori costi per le imprese e le utenze: risultati, questi, che potranno essere raggiunti
soltanto attraverso una profonda riqualificazione dell’azione pubblica di indirizzo e controllo.
Nel corso degli ultimi anni il profilo economico della provincia di Venezia si è modificato e si sono
prodotti alcuni fenomeni interessanti che in risposta ai cambiamenti del contesto competitivo
stanno determinando le trasformazioni economiche più recenti e sono destinati a incidere sullo
sviluppo di medio - lungo periodo. Essi riguardano sia il consolidamento e l’evoluzione terziaria di
attività manifatturiere tradizionali, sia lo sviluppo di sistemi imprenditoriali nell’ambito delle alte e
medie tecnologie, dei beni culturali e ambientali, delle produzioni agroalimentari tipiche. Vanno
quindi sostenuti:
- sviluppo delle filiere agroalimentari corte e di qualità
- pesca e produzione ittica
- vitivinicolo (parco alimentare)
- prodotti tipici
- programma di agricoltura biologica - ecocompatibile e alimentazione naturale
- innovazione e riposizionamento internazionale dei sistemi produttivi del Made in Italy
- calzaturiero del Brenta,
- legno-mobile arredo del Livenza,
- meccanico motoristico di Noale
- pesca in Laguna coordinando e controllando gli operatori e facendo loro assumere
maggiori competenze di natura gestionale ripensando, anche, il ruolo del GRAL
- consolidamento dei nuovi distretti produttivi
o cantieristica nautica
o beni culturali e restauro
o turismo culturale
Innovazione del turismo come guida allo sviluppo compatibile
La provincia di Venezia costituisce un macro comprensorio turistico con varie destinazioni (città
antica / località della costa, sistema delle ville venete) e il turismo viene riconosciuto come
economia strategica non solo in termini di numeri, ma in termini di traino per molte altre filiere
produttive e per il rafforzamento dei caratteri qualitativi rivolti alle comunità residenti. La
popolazione turistica può essere una massa ed un volano di benessere abitativo stabile e deve
motivare investimenti di qualità stanziale: il settore nel suo complesso deve essere oggetto di
investimenti straordinari in grado di assicurarne l’innovazione e contemporaneamente di creare
posti di lavoro nuovi. Ferma restando la necessità di mantenere il ruolo centrale dell’Ente
ripensando, in questo senso, quello delle APT.
Molte sono le cose che possono essere fatte:
- innovazione delle imprese in rapporto al mercato
- accessibilità e mobilità interna
- piano di ammodernamento del patrimonio ricettivo: la Regione anche attraverso l’uso di
incentivi normativi può favorire tale piano assicurando lavoro al settore edilizio, evitando opere
invasive e incompatibili con la nuova domanda turistica fortemente orientata alla qualità
dell’ambiente e del paesaggio
- la tutela e la manutenzione dei patrimoni
- piano della nautica da diporto: con l’individuazione dei poli nautici il PTCP ha assicurato
sviluppo e nuovi posti di lavoro, senza stravolgere il complesso equilibrio dell’ecosistema lagunare
e delle coste
- i percorsi come offerta a sé stante e non solo come supporto neutro origine-destinazione
- i terminal come tappe di percorsi o accessi ad attrazioni turistiche
- un forte prodotto d’acqua che si avvalga di modalità ambientalmente compatibili con spina
dorsale nelle due infrastrutture esistenti: Litoranea Veneta e Idrovia Laguna-Padova
- sistema di fruizione nautica nelle diverse gamme dei percorsi e delle soste
- sistema di percorsi ciclabili di carattere storico, culturale, ambientale
- la produzione culturale deve qualificare il turismo e funzionare da industria creativa
- una card a valenza provinciale che metta a sistema i trasporti con i siti di interesse culturale,
ambientale e ricreativo
- progetti tesi a favorire il turismo nautico minore in laguna con piccole imbarcazioni a motore,
a remi e a vela
La Provincia, inoltre, riconosce come fondamentale il ruolo delle Pro Loco per la valorizzazione del
territorio e la sua promozione e si impegna, nel contempo, a promuovere la realizzazione di una
rete diffusa di accoglienza al turista anche attraverso un più significativo coinvolgimento delle
categorie produttive.
Risorse nuove per la crescita
Per mettere in campo il numero maggiore di risorse possibili bisogna mettere a frutto buone
pratiche di parternariati solidi in Europa per recuperare risorse da destinare al marketing
territoriale e al sostegno di nuove attività, sfruttando al meglio le risorse messe a disposizione della
Comunità Europea.
Bisogna nel contempo attuare le politiche per attirare capitali di altri investitori, sfruttando le
opportunità offerte dal mercato europeo.
Per sostenere le imprese operanti su tutto il territorio provinciale bisogna diffondere la banda larga
informatica in tutta la provincia perché ogni impresa possa connettersi e competere in tutti i
mercati

MOBILITA’ E INFRASTRUTTURE

La metropoli in 45 minuti
Investimenti per assicurare tempi di percorrenza normali e certi al fine di diminuire l’uso dell’auto
Con l’allargamento europeo verso est il Veneto, e più in particolare l’area del veneziano, acquista
un peso di assoluto rilievo all’interno dei rapporti comunitari, ridefinendosi quale crocevia nelle
relazioni tra l’est europeo e la costa meridionale del mediterraneo rendendo il territorio oggetto di
crescenti flussi di scambio e luogo di transito di persone, merci e idee.
In questo scenario la competitività dell’area è fattore che assicura elevati livelli occupazionali, di
coesione sociale e culturale e della qualità del vivere degli abitanti.
E’ chiaro come la qualità delle infrastrutture materiali e più in generale del sistema dei trasporti sia
in grado di incidere il modo significativo sulla competitività economica complessiva.
Ad oggi il sistema territoriale compreso tra Padova, Venezia e Treviso ha definito una dimensione
territoriale che dissolve i confini convenzionali e che si definisce sulla base di complesse relazioni
quotidiane e che ci permettono di affermare come ci si trovi in presenza di una realtà di carattere
metropolitano.
Il sistema della mobilità acquista un ruolo rilevante sia sul piano della riconoscibilità metropolitana
sia sul piano della funzionalità. Il passaggio dalla “città diffusa” alla metropoli a “bassa densità” è
la sfida dell’area centrale VE.PD.TV. e quindi della provincia di Venezia. Questo spazio fisico ha
tutte le caratteristiche economico-finanziarie, scientifico-culturali, turistico-ricreative e quelle
eccellenze infrastrutturali che sono tipiche di un contesto metropolitano.
Per stare ed eccellere in Europa bisogna che questo territorio sia riconosciuto come un’area
metropolitana e questa identità si può avere solo se viene garantito al cittadino il diritto alla
mobilità e se questo diritto trova un riscontro nel sistema pubblico e non solo attraverso il mezzo
privato.
Il sistema ferroviario metropolitano regionale rappresenta lo scheletro dell’armatura territoriale
trasportistica capace di relazionare in maniera efficiente l’area che si sviluppa tra Padova, Mestre -
Venezia e Treviso. Lo scenario deve prevedere l’integrazione totale delle diverse modalità di
trasporto pubblico e privato e di quello pubblico con un progetto di integrazione modale, temporale
tariffaria. In questa logica i tram di Padova e Mestre devono articolare il loro servizio in funzione
dell’interscambio con SFMR e per questo progetto si deve ripensare un alinea di gronda urbana che
utilizzando la linea dei Bivi garantisce la totale integrazione tra le centralità urbane e le polarità dei
servizi eccellenti: nuovo ospedale di Mestre, aeroporto Marco Polo, sistemi universitari e di ricerca.
In questa riorganizzazione l’hub europeo della mobilità non può che essere l’aeroporto Marco Polo,
su cui si deve integrare la stazione dell’alta velocità ferroviaria con il servizio metropolitano
integrato.
Il servizio pubblico (Metropolitana di superficie) deve poter arrivare sin sulla costa per
concretizzare la vera forma e dimensione dell’area metropolitana. La Metropolitana dovrà servire il
litorale di Jesolo-Cavallino e il Lido fino a Chioggia, organizzando l’offerta del trasporto pubblico
come vera spina dorsale della realtà metropolitana.
Su questo grande progetto di mobilità provinciale si devono integrare le funzioni dei grandi corridoi
europei: il corridoio V e le autostrade del mare (corridoio complanare all’A4 per servire la mobilità
locale o interprovinciale) e una politica di riduzione del trasporto su gomma a favore del trasporto
su rotaia.
Appare indispensabile ed improcrastinabile garantire la realizzazione immediata delle opere
complementari al Passante ed in particolare di quelle legate alla mitigazione di impatto ambientale
(generalizzazione delle barriere fonoassorbenti, aree boschive di rispetto, passante verde).
Va promosso il consolidamento dell’area portuale merci di Porto Marghera in raccordo con quello di
Chioggia, che, per la sua naturale posizione strategica non aver solo vocazione ittica e proiezione
adriatica, ma deve essere anche punto di partenza per le vie fluviali verso le grandi città del nord
Italia.
Gli altri elementi cruciali sono:
- Nuova Romea
o Connessione al porto di Chioggia
o Connessione alla zona industriale di Marghera
o Connessione al sistema autostradale a Padova
o Qualificazione della vecchia Romea
- rafforzamento dell’asse Venezia - Padova
o asse multimodale
o gestione idraulica o parco lineare di tipo fluviale
- opere complementari al passante
- passante verde
- penetrazione verso le località balneari del sistema di trasporto pubblico
- Potenziamento del sistema di piste ciclabili per incrementare gli spostamenti in bicicletta
soprattutto nelle aree urbane e togliere auto dalle strade
- Completamento della messa in sicurezza della rete stradale
- Manutenzione della rete stradale

PIANIFICAZIONE TERRITORIALE, MOBILITA’ E INFRASTRUTTURE

Compito della Provincia, a partire dagli strumenti di legge di cui dispone, ed in particolare dalla
redazione del PTCP, è:
- promuovere l’integrazione ed il riequilibrio delle diverse parti del territorio, sia attraverso
scelte volte a favorire la mobilità interna, sia contrastando i fattori di disequilibrio, cioè
le tendenze, caratteristiche del territorio veneto, alla proliferazione degli insediamenti e
alla duplicazione delle funzioni;
- attivare politiche di conservazione attiva dell’ambiente che si articoli attorno ad azioni di
salvaguardia, azioni di recupero, azioni di valorizzazione.
In particolare tali azioni saranno dirette:
- a favorire, attraverso piani specifici, il recupero, la riqualificazione, la rinaturalizzazione,
delle varie aree dimesse –soprattutto industriali e demaniali- esistenti nel nostro
territorio, il cui riuso, oltre alla qualificazione ed al recupero ambientale, contribuisce
all’arresto dello spreco del suolo che rappresenta uno dei principali fattori di distruzione
di risorse irriproducibili. Tra queste aree fondamentale è il recupero di Porto Marghera
per attività produttive ambientalmente compatibili;
- a promuovere delle modalità, economiche e procedurali, ed agendo sulla Regione
Veneto perché predisponga una normativa urbanistica adeguata, per favorire il recupero
delle aree urbane degradate, anche attraverso demolizioni e ricostruzioni, nel quadro di
piani pubblici e condivisi;
- a promuovere una politica di sostenibilità ambientale, non solo attraverso azioni di
tutela del territorio, ma attraverso progetti orientati all’uso di energie alternative, di
modalità costruttive volte al risparmio energetico, sia nella gestione che nella
costruzione di edifici a qualsiasi uso destinati, ed alle altre politiche che vadano nella
stessa direzione;

LA RETE DELLA SICUREZZA PER LA PERSONA

La coalizione assume come valore il sostegno ed la promozione della Legalità definendolo un bene
essenziale per le comunità locali. In questo senso ribadisce come siano le Forze dell’Ordine le
uniche deputate a questo essenziale servizio e come l’ente pubblico, al di là delle specifiche
deleghe, sia chiamato a costruire le condizioni migliori perché le donne e gli uomini delle Forze di
Polizia possano operare. Si continuerà, quindi, nella capillare opera di ampliamento e
riqualificazione degli edifici di proprietà provinciale destinati a caserme di Polizia, Carabinieri, Vigili
del Fuoco e Guardia di Finanza.
In ogni mandamento intendiamo costruire vere e proprie “Cittadelle della Sicurezza”: spazi
moderni ed efficienti nei quali costituire presidi adeguati ad affrontare le dinamiche degli specifici
del territorio, relativi non solo all’ordine pubblico, ma anche alla sicurezza ambientale e sociale.
In questo quadro il sistema provinciale di Protezione Civile - che si conferma come modello di
efficienza anche a livello nazionale come, purtroppo, i drammatici fatti dell’Abruzzo hanno
dimostrato – troverà piena integrazione e, quindi, adeguato sostegno in termini formativi,
economici e di strutture.
Diritti di cittadinanza sociale per un welfare inclusivo e partecipato
A fronte di uno smantellamento nazionale del welfare la Provincia deve riuscire a contrapporre, a
livello locale, un modello universalistico che risponda ai bisogni delle persone. Necessaria una
assunzione di responsabilità del pubblico attraverso la sua presenza costante nell’articolazione del
sistema di protezione sociale.
Le realtà del terzo settore, indispensabili nelle politiche del welfare locale, dovranno essere
facilitate nello svolgere il loro lavoro di qualità, con precise competenze e tutele per nella loro
opera senza la volontà di ritenerle alternative al pubblico.
Il ruolo della rete del volontariato, in questo senso, è senza dubbio essenziale e la Provincia deve
caratterizzarsi sempre di più come soggetto organizzatore di “piattaforme sociali”, organizzative,
logistiche, di rete tra i comuni del territorio e le associazioni del volontariato in modo da realizzare
interventi coordinati in grado di sostenere realmente le persone.
Infatti la Provincia da sola non riesce ad affrontare capillarmente le tante situazioni difficili presenti
nel proprio territorio, è chiamata a sostenere l’associazionismo con risorse eccezionali e
determinazione ancora maggiore di quella sino ad oggi profusa perché sono in aumento in questo
periodo difficile le emergenze sociali.
In questo quadro vanno sostenute, e potenziate, le strutture di sostegno sia per quanto riguarda i
minori che il Centro Servizi per le Disabilità Sensoriali e istituito l’Osservatorio dei Bisogni per
garantire immediata e profonda conoscenza delle problematiche sociali presenti nel territorio
provinciale.
Nel contempo dovrà essere potenziato e messo maggiormente in relazione con tutti i settori
sensibili dell’amministrazione provinciale il ruolo delle consulte dell’Immigrazione e del
Volontariato: strumenti indispensabili per garantire le giuste risposte in maniera efficace e rapida.
Anche il precariato diffuso e, più in generale la “cattiva occupazione”, è un elemento che mina la
sicurezza individuale. Per questo intendiamo costituire un fondo di garanzia provinciale in modo
che anche i ragazzi che non hanno un posizione lavorativa stabile possano accendere un mutuo
per l’acquisto della prima casa.
L’attuale congiuntura economica, che sta producendo anche nella nostra provincia una fortissima
crisi occupazionale e produttiva senza precedenti e che si prospetta ancora più critica nel medio e
lungo periodo, determina per molti nuclei familiari, anche appartenenti a fasce di reddito sinora
considerate estranee e distanti da rischi di povertà, sacrifici pesanti per far fronte ai rincari dei
prezzi e delle tariffe.
Il carovita sta minando la solidità dei nostri nuclei famigliari e per fronteggiarlo al meglio
sosterremo le attività di commercializzazione dei prodotti a “Chilometri 0”: risorse di qualità e prive
dei rincari di trasporto, promozione e imballaggio. Per far fronte al carovita la Provincia
promuoverà nel territorio specifiche azioni contro il carovita: promuovere le attività dei gruppi di
acquisto solidale e popolare; attivare tavoli specifici allo scopo di calmierare i prezzi dei generi
alimentari di prima necessità all’interno dei quali possano partecipare i gruppi di acquisto popolari
e solidali; determinare l’esposizione dei prezzi alla sorgente e di effettuare controlli specifici
periodici sui prezzi e sulla qualità dei prodotti; di non determinare incrementi tariffari di propria
competenza, vigilando anche sulle proprie società partecipate, che gravano ulteriormente sui
bilanci familiari e di programmare degli specifici interventi rivolti alle fasce di cittadini più in
difficoltà che prevedano la rateizzazione “lunga” delle bollette del gas, dei rifiuti, dell’acqua,
ripartendo gli interessi di ritardo di pagamento sul monte complessivo degli introiti assicurati dalle
utenze.
Istruzione e diritto allo studio
Il sistema dell’istruzione è una risorsa fondamentale per la crescita della comunità locale. Le scuole
devono essere valorizzate come centri di promozione umana e culturale, di aggregazione sociale e
di partecipazione democratica. Innanzitutto dovrà essere affrontata la questione degli spazi
scolastici degli edifici di istruzione secondaria di competenza della Provincia con gli obiettivi della
sicurezza a partire da quella statica delle strutture e dalle azioni volte a dotare le stesse di impianti
per il risparmio energetico e dell’innovazione al fine di creare spazi moderni ed adeguati (palestre,
laboratori, mense). Sarà importante anche far fronte ai problemi che la Riforma Gelmini creerà a
partire dal prossimo anno scolastico. La riduzione del numero degli insegnanti e delle compresenze
comporterà una riduzione di ore a disposizione delle istituzioni scolastiche, ore che oggi vengono
usate per attività di recupero per gli alunni più in difficoltà o per corsi di alfabetizzazione per alunni
stranieri. La promozione di politiche mirate all’inserimento di studenti stranieri dovrà avvenire
anche attraverso l’organizzazione di funzioni di mediazione culturale. La Provincia dovrà impegnarsi
affinché, all’interno dei piani per il diritto allo studio, ci siano le risorse necessarie per i ragazzi che
a scuola hanno maggiori necessità, con un occhio di riguardo per gli studenti disabili.
Pace, sport, patrimonio e cultura
La Provincia sarà ancora impegnata a sostenere i progetti finalizzati a promuovere la pace, i diritti
umani, la solidarietà e la cooperazione internazionale.
Continuerà l’opera di coordinamento e di sostegno, anche economico, perché la pratica dello sport
si diffonda il più possibile e sia accessibile a tutti, indipendentemente dall’età e dalle diverse abilità.
Si punterà a sviluppare e incentivare l’attività sportiva, garantendo un impegno particolare nei
confronti delle fasce più deboli della popolazione. Si continuerà a favorire la fruibilità
dell’impiantistica, agevolandone l’accesso da parte di associazioni e gruppi di cittadini.
Si continuerà nella valorizzazione del patrimonio artistico, storico ed archeologico della provincia,
attivando progetti capaci di coniugare il rispetto dei beni con la fruizione turistica. Al
consolidamento e allo sviluppo delle attività culturali mirate alla riscoperta delle radici delle singole
aree, si aggiungerà l’attivazione di iniziative atte a promuovere la conoscenza e la valorizzazione
di espressioni artistiche appartenenti ad altre culture, a forme culturali auto-gestite, al sostegno di
iniziative culturali diffuse nel territorio ed innovative nei contenuti.
In questo senso si procederà a:
- riprendere il filo della promozione della cultura come motore dell’identità territoriale e
del senso di appartenenza delle varie comunità;
- attivare un confronto competente e paziente tra i soggetti pubblici e privati produttori e
programmatori di attività culturali;
- riconoscimento e stabilità delle eccellenze progettuali esistenti e stimolo per quei
territori che ne sono ancora privi;
- sostegno delle iniziative di “produzione culturale” laddove esse si innestino in dinamiche
di riconoscimento e di vere e proprie reti culturali e di capacità di intercettare risorse
diverse da quelle pubbliche;
- individuazione dei criteri di misurazione dell’efficacia dell’azione pubblica e di gradiente
economico che la cultura innesca nel territorio.
Così la cultura acquista valore strategico, comunica l’immagine che un territorio ha di se stesso,
mette in movimento dinamiche di relazione con risorse locali e costituisce quello sviluppo anche
occupazionale di cui oggi, anche in relazione alla crisi economica, c’è assoluto bisogno.

INVESTIRE SULL’AMBIENTE

Difesa del suolo
- è diventata una necessità imprescindibile e dovrà essere oggetto di investimenti efficaci per
contrastare gli effetti del cambiamento climatico, l’abbandono delle manutenzioni agricole,
l’impermeabilizzazione dei suoli.
Cura del sistema idraulico e dell’assetto idrogeologico: la provincia deve essere il motore di una
nuova cultura della cura del territorio e del rispetto dei luoghi, partendo dall’attenzione alle piccole
cose e ai comportamenti quotidiani.
Difesa dell’aria
Le condizioni generali di sofferenza della qualità dell’aria di molte aree densamente abitate, con
particolare riferimento alle consistente e persistenti emissioni di polveri sottili , va costantemente
monitorata, provvedendo ad istituire centraline fisse nelle località maggiormente interessate dal
traffico e dalle attività produttive insalubri. Vanno intraprese azioni volte ad impegnare i comuni
dell’area al conseguimento degli obbiettivi assunti a Kioto riassunti dalla formula 20,20,20
pretendendo che le norme tecniche dei piani territoriali prevedano misure compensative del CO2
prodotto dalle nuove edificazioni, private o pubbliche.
Energie rinnovabili
- la nuova economia sarà strutturata su nuove forme di energia e bisogna investire sull’efficienza
energetica di tutti gli edifici pubblici e delle abitazioni private, risparmiando ai consumatori milioni
di euro nel conto energetico. La Provincia deve promuovere una nuova cultura che a partire da
comportamenti quotidiani fino alle grandi scelte infrastrutturali ed insediative affermi il senso di
responsabilità individuale e collettivo rispetto all’utilizzo delle energie.
Rete ecologica
- investimenti pubblici per infrastrutture ecologico - ambientali. La rete ecologica ricrea patrimonio
ecologico, sviluppa funzioni di ingegneria naturalistica creando aree naturali che fungono da bacini
di laminazione per contenere il rischio idraulico. Al tempo stesso la rete ecologica si costituisce
come elemento compensativo della cementificazione e come fattore di ricostruzione del paesaggio,
come ripristino delle condizioni originarie del territorio da consegnare alle generazioni future (in tal
senso è necessario prevedere opere di compensazione ai danni ambientali prodotti dal MOSE). La
realizzazione della rete ecologica interviene sull’assetto del territorio e genera lavoro che viene
distribuito nel territorio coinvolgendo più imprese che operano in vari settori.
Acqua, risorsa da tutelare
- la tutela dell’acqua è una scelta strategica che deve stare al centro dell’attenzione politica. La
tutela deve riguardare sia il patrimonio idrico sotterraneo, sia i corpi idrici superficiali.
L’acqua è una risorsa che deve restare pubblica, estranea a interessi speculativi.
Rifiuti, riuso totale
- dobbiamo completare la dotazione impiantistica e assimilarla ai livelli europei per
ottenere il recupero totale dei rifiuti, in una logica di “rifiuti zero” che punti attraverso la
generalizzazione della raccolta differenziata al riciclo, al recupero, al riuso,o come
materia o come energia, generando anche nuovo lavoro. La discarica deve diventare
marginale nel sistema di trattamento.
- Questo obiettivo deve essere affermato come coscienza collettiva, come patrimonio
civico che induce senso di responsabilità individuale e collettiva nei confronti delle
generazioni future.

LA LAGUNA E LE SUE VALLI DA PESCA

Un patrimonio unico al mondo, da rispettare e valorizzare, completando il programma di sviluppo
sostenibile delle attività economiche e del tempo libero sul quale siamo impegnati da anni.
La Provincia sta dando nuovo impulso, destinando idee e risorse vere alla millenaria produzione
ittica delle valli da pesca: grazie all’entusiasmo di imprenditori all’avanguardia, abbiamo creato un
marchio di qualità per il pesce di valle, per rendere più conosciuti e apprezzabili prodotti ittici che
ancor oggi vengono allevati con i metodi dell’età dei Dogi. Adesso l’impegno è sostenere l’azione di
marketing sui mercati locali e nazionali per sconfiggere la concorrenza al ribasso delle produzioni di
massa e promuovere, grazie al nostro pesce, la valle da pesca come luogo di storia, cultura ed
eccezionale ambiente: un ambiente custodito grazie all’apporto di pochi privati e che la Provincia
sta facendo conoscere a studenti, amanti della natura, studiosi e potenziali turisti di tutto il mondo.
Pesca
La Provincia di Venezia ha recentemente concordato le associazioni dei pescatori sportivi -
dilettanti e approvato la nuova Carta ittica, il programma per una gestione delle acque interne che
veda sempre più protagonisti gli appassionati della pesca, nella tutela degli ambienti di riva, nella
segnalazione di abusi ambientali e soprattutto nella gestione di fiumi, laghetti e altri corsi d’acqua,
perché ci siano sempre meno Siluri e sempre più Lucci, perché Carpe e Trote continuino a
riprodursi e ad ingaggiare quella “competizione amorevole” che è l’essenza della pesca sportiva.
E’ stata e continuerà ad essere la Laguna il banco di prova di un’amministrazione che pone tra i
suoi obiettivi generali quelli della sicurezza, della legalità e di un ordinato sviluppo economico. La
Provincia di Venezia con decisione unanime, infatti, insieme ai Comuni interessati ha creato la
società G.R.A.L. con lo scopo di condividere con gli operatori professionali della pesca il percorso
verso una produzione di vongole veraci da allevamento, per dare certezza di qualità ai tanti
consumatori e garantire la professione.
Il prossimo impegno è proseguire sulla strada del rispetto: rispetto per il nostro ambiente, per la
fatica di centinaia di lavoratori della pesca, per le famiglia che di pesca vivono o che ne apprezzano
i prodotti locali. Entro i prossimi tre anni potremo giungere al marchio di qualità certificata per la
vongola lagunare.
Caccia e natura.
Gestione e conoscenza concreta e capillare del territorio, coinvolgimento e responsabilità per gli
utenti della caccia saranno ancora le linee guida di una politica che è riuscita a coniugare la
passione dei settemila cacciatori veneziani con l’aumento dei valori naturalistici della nostra
provincia.
Basta un solo dato: oltre settanta specie di uccelli trascorrono l’inverno tra Caorle e Venezia, oltre
trecentomila individui popolano le nostre lagune, una ricchezza gestita con attenzione e rigore,
fatta conoscere a scolaresche, cittadini e appassionati di tutto il mondo e che rappresenta un
motivo in più per frequentare le nostre zone, soprattutto fuori dal periodo estivo.
Si aumenterà la rete dei guardiani del territorio, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza e il
rispetto per le nostre campagne, alle quali la Provincia destina risorse per i progetti di
miglioramento ambientale: siepi, colture a perdere, zone umide, boschetti creeranno un mosaico di
biodiversità dove lepri, fagiani, starne potranno continuare a riprodursi e convivere con gli amanti
della caccia.
Una politica concreta che da risultati tangibili: il nuovo piano faunistico venatorio provinciale
consentirà di coinvolgere nella gestione delle zone protette (oasi, zone di ripopolamento, riserve)
tutti coloro che sentono, per competenza, passione, disponibilità, di poter dare il loro concreto
contributo nello sviluppo della “naturalità” della nostra Provincia.