Partito Democratico Partito Socialista Verdi Di Pietro Italia Dei Valori Sinistra Per Venezia - Provincia Rifondazione Comunisti Italiani Lista Civica Zoggia Presidente Libertà Civica Consumatori ELEZIONI PROVINCIALI 2009
PREMESSA
In questi anni la Provincia di Venezia ha assunto un ruolo politico, amministrativo e sociale di primo piano passando da “soggetto istituzionale nascosto” a protagonista del nostro territorio. Questo nuovo “ruolo” è determinato certamente dalla qualità delle iniziativa amministrative intraprese e dalla capacità di sintesi efficiente e produttiva tra le forze politiche che, senza considerare le differenze come un limite, hanno concorso con profondo senso di responsabilità all’innalzamento complessivo della qualità della vita di tutti i nostri cittadini. In un fase tanto complessa come quella che stiamo vivendo il ruolo della Provincia diventa ulteriormente importante e, dopo aver gettato le basi per il rilancio del nostro territorio, siamo chiamati a compiere un passo ulteriore rendendo la Provincia un reale alleato per i cittadini ed i mondi organizzati. La crisi economica nella quale viviamo sta producendo, anche nel nostro territorio, situazioni di estrema difficoltà ed è a queste che la nostra coalizione deve fare fronte con urgenza. La vicinanza ai lavoratori ed al mondo dell’impresa è al centro della nostra azione politico – amministrativa nella consapevolezza che attraverso la redazione di un nuovo patto tra le diverse parti sociali il nostro territorio possa compiere un significativo passo fuori dalla crisi. Siamo chiamati a costruire, infatti, maglie più strette per il nostro sistema di sicurezze sociali perché nessuno rimanga solo in un momento tanto complesso. Al tempo stesso avvertiamo il preciso dovere di gettare le basi perché il nostro territorio, quando questa fase di crisi sarà terminata, sia preparato. Da questa condizione usciremo certamente diversi da come ci siamo entrati e solo attraverso una seria evoluzione del nostro sistema che sia capace di sostenere con determinazione la qualità e la compatibilità ambientale delle produzioni potremmo riprendere, ed anzi rilanciare, il percorso di sviluppo interrotto. Siamo convinti che sostenendo le nostre famiglie, le lavoratrici ed i lavoratori, i pensionati, le imprese, il commercio ed i servizi del nostro territorio ed investendo con determinazione in una formazione sempre più qualificata potremo superare l’instabilità economica e costruire una rete sotto la quale le nostre famiglie non possono precipitare.
PROVINCIA: UN RUOLO DA DEFINIRE
La “Macchina Provincia” deve essere più snella, più vicina a cittadini e mondo organizzati, più semplice e veloce nella sua capacità di garantire le giuste risposte, anche attraverso l’adozione di adeguati strumenti che rendano maggiormente trasparente l’attività amministrativa e favoriscano una partecipazione propositiva dei cittadini alle scelte e agli indirizzi. Ovviamente anche le politiche del personale dovranno assumere quelle caratteristiche che permettano all’ente di rispondere ai bisogni sociali e culturali oggi prioritari per il nostro territorio. Siamo chiamati a ripensare la struttura stessa dell’Ente Provincia candidandoci, anche, a gestire la sua evoluzione in “Città Metropolitana”: un’opportunità politica ed amministrava, questa, da cogliere e sostenere con assoluta determinazione. La Città Storica, capitale del nostro territorio, deve essere inclusa nella dimensione metropolitana andando oltre il concetto di “città museo”, ma sostenendola come un cuore pulsante del progresso e dello sviluppo. Per uno sviluppo più equo ed adeguato alle sfide del nostro tempo, infatti, dobbiamo ragionare su scala metropolitana travalicando, nelle politiche, i confini geografici ed istituzionali dell’Ente: un percorso, questo, che i nostri cittadini compiono quotidianamente per lavoro, affetti, interessi. Venezia, Padova e Treviso sono, infatti, i tre vertici di un’area che, di fatto, rappresenta l’asse portante della nostra Regione e come tale siamo chiamati a definire azioni amministrative che intensifichino e semplifichino i rapporti all’interno di questa macroarea. Non soltanto per rispondere a chi chiede una ridefinizione del ruolo delle Province, ma soprattutto per sostenere i nostri cittadini che, muovendosi su scala sovra provinciale, meritano che le istituzioni accompagnino e semplifichino il loro quotidiano. Va riaffermato il ruolo di pianificazione strategica di area vasta che meglio di qualsiasi altra funzione definisce le ragioni del mantenimento delle provincie nell’organizzazione amministrativa dello Stato. In tal senso la recente legislazione ha rafforzato il ruolo di coordinamento dell’amministrazione provinciale che dovrà incidere anche sulla recente redazione dei PAT comunali.
LAVORO, SVILUPPO, ECONOMIA
La recessione internazionale, la competizione globalizzata, la modificazione del sistema produttivo richiedono un nuovo approccio per affrontare il consolidamento della nostra economia. Se non agiamo rapidamente, con coraggio e determinazione, rischiamo di perdere il carattere competitivo che è stato alle fondamenta della nostra crescita e che resta indispensabile per operare e prosperare in un sistema globalizzato. Le scelte non possono essere rimandate, pena il prolungarsi della recessione e la perdita di competitività del nostro sistema economico. Vanno contrastate politiche di delocalizzazione, di abuso di appalti e subappalti, va tutelata la condizione dei lavoratori partendo dal necessario incremento dei salari, dalla lotta alla nocività e per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Si deve continuare ad investire nei settori che si sono rivelati strategici per l’economia della nostra provincia, ma devono essere favoriti gli investimenti anche in settori completamente nuovi, quali le energie rinnovabili, il disinquinamento, la manutenzione ambientale, generando nuovi posti di lavoro e nuove professioni. Il lavoro, la tutela dei livelli occupazionali, la difesa dei redditi e la lotta al carovita devono rappresentare il primo e più importante impegno per l’amministrazione provinciale. Si ritiene indispensabile, in questo momento di grave crisi economica, puntare su una gestione piena ed in forma diretta delle politiche del lavoro che debbono essere rilanciate come cardine dell’azione propria della Provincia. In questo senso va ripensato il ruolo dell'agenzia sociale per il lavoro allargando la rete pubblica di protezione per l'impiego. La centralità del lavoro Il lavoro è il tema centrale delle politiche proprie della Provincia di Venezia in questo senso è essenziale procedere a: - potenziare in modo estremamente significativo la rete dei Centri di Formazione Professionale: formazione collegata ai distretti produttivi. Aumentare la formazione permanente della forza lavoro; - stimolare scuole e università e studenti (orientamento) verso una formazione collegata ai settori trainanti e formare le nuove generazioni su quei settori in modo che offerta di lavoro futura si incontri cola la domanda di lavoro futura - investire con maggiore decisione sui Centri per l’impiego: potenziamento organizzativo per meglio incrociare domanda/offerta, potenziando l’attività pubblica anche in concorrenza con i privati; tavoli permanenti con associazioni imprenditoriali per definire con precisione le esigenze; - aumentare l’accesso al luogo di lavoro: i lavoratori devono avere accesso ai luoghi di lavoro in tempi e a costi ragionevoli. - sostenere l’occupazione sia degli over 45/50 che degli under 30, attraverso incentivi economici che superino le difficili occupabilità - istituzione della SCUOLA INTERNAZIONALE DEI MESTIERI DEL MARE per sostenere, a partire dalla formazione professionale mirata a costruire tutte le figure professionali necessarie, la cantieristica minore veneziana. Inoltre ci impegniamo a richiedere, a Governo e Regione, legislazioni di sostegno al lavoro e alle aziende, per ridurre la precarietà e realizzare forme di salario sociale, aumentare la durata della Cassa Integrazione Straordinaria da 12 a 24 mesi estendendola anche a tutti quei settori, oggi esclusi, a partire dalla piccola imprese e dell’artigianato. Analogamente a quanto fatto per il fondo di rotazione grazie al quale anticipare le quote di cassa integrazione, intendiamo costituire uno strumento economico – finanziario capace di garanzia presso gli istituti bancari l’accesso al credito per quelle piccole e medie imprese, anche di natura commerciale e turistica, che intendano riqualificare e rilanciare la propria attività. Innovazione dei settori tradizionali Un ruolo importante l’Amministrazione Provinciale lo deve esercitare anche nell’economia, soprattutto in questa particolare fase congiunturale. Una crisi, quella attuale, che per le sue origini e le sue caratteristiche necessita di interventi innovativi e flessibili. Innovativi nel senso che non si possono riproporre progetti validi in passato dove la difficoltà erano legate più ai prodotti che ai mercati. Flessibili nel senso che devono essere individuate modalità di intervento in grado di modificarsi e adeguarsi all’evoluzione che l’attuale momento può imboccare. In questo contesto va ribadita la convinzione che solo una forte alleanza tra Pubblico e Privato possa contribuire da un lato a consentire alle imprese non solo di superare l’attuale difficile congiuntura ma anche di proporsi ad affrontare le sfide future caratterizzate da un’economia sempre più globalizzata. In questo contesto l’Amministrazione Provinciale dovrà esercitare un doppio ruolo per Porto Marghera. Da un lato va consolidato e guidato l’avviato processo di cambiamento. Non si possono accettare forme di discussione che non tengano conto degli investimenti, delle competenze, del know how creatasi, nella quasi centenaria storia di Porto Marghera per produzioni che sono funzionali non solo alla realtà locali ma all’intero Sistema Produttivo pubblico. La chimica resta un assetto fondamentale, pur puntano alla necessità che vi siano adeguati e condivisi investimenti per declinare congiuntamente ambiente, sviluppo e sicurezza. Questo vale anche per altre realtà produttive presenti nel nostro polo industriale quali la cantieristica, la meccanica, l’impiantistica, l’energia. In secondo luogo va rafforzata e razionalizzata la positiva esperienza di innovazione creatasi con il Parco Vega che non può limitarsi ad essere un affare immobiliare, ma il vero motore di uno sviluppo “nuovo”. Sono ora necessari un processo di razionalizzazione e l’individuazione di priorità quali: nanotecnologie, biotecnologia e il sostegno di tutte quelle piccole imprese che hanno fatto della Ricerca e dall’Innovazione il loro fare business e che hanno consentito o possono consentire ulteriori livelli di occupazione qualificata. La politica, e per essa l’Amministrazione Provinciale, devono garantire un elevato livello di efficienza e fare in modo che chi è chiamato a governare questa realtà adotti la logica dello sviluppo alla base degli elogi per investimenti che Pubblico e Privato possono consentire. L’Amministrazione Provinciale con gli altri Enti Locali e le forze produttive intendono favorire un processo di internazionalizzazione di questa area individuando anche nuovi strumenti pubblici di governo capaci di porre in essere concrete iniziative di mantenimento delle attività produttive e di procedere, nel contempo, ad un preciso programma di bonifiche. Per far riprendere gli investimenti nazionali e stranieri questa realtà industriale che è unica in Italia, dispone di elementi strategici: Porto – Ferrovia – Aeroporti – Autostrade – Impianti di depurazione che rappresentano un appetibile centro di sviluppo per un’industria moderna. Sul piano strettamente industriale l’Amministrazione Provinciale intende valorizzare fino in fondo gli altri poli produttivi quali i distretti e le filiere che devono essere economicamente capaci di sostenersi. In particolare l’Amministrazione Provinciale è impegnata a favorire i processi di investimenti legati al Polo Aeroportuale verificando le iniziative in corso, che devono essere in coerenza con il PTCP, per ma creare quelle infrastrutture immateriali: Formazione - Parchi Scientifici, che oggi sono una componente strategica per un moderno sviluppo industriale. Quei distretti produttivi che hanno dimostrato in questi anni di sapersi proporre sul mercato internazionale dovranno trovare un sostegno costante e con loro saranno concordati gli interventi più idonei. Alla base del comportamento dell’Amministrazione Provinciale c’è la convinzione che oggi un moderno ente locale ha titolo per partecipare ai processi produttivi favorendo lo sviluppo, con processi di semplificazione, con una programmazione condivisa, intervenendo con partecipazioni e quelle infrastrutture e servizi che favoriscono un ordinato ed equilibrato sviluppo di tutte le componenti del territorio. In questo contesto va ripensato il ruolo delle Public Utilities, improntando la logica di efficienza, efficacia e minori costi per le imprese e le utenze: risultati, questi, che potranno essere raggiunti soltanto attraverso una profonda riqualificazione dell’azione pubblica di indirizzo e controllo. Nel corso degli ultimi anni il profilo economico della provincia di Venezia si è modificato e si sono prodotti alcuni fenomeni interessanti che in risposta ai cambiamenti del contesto competitivo stanno determinando le trasformazioni economiche più recenti e sono destinati a incidere sullo sviluppo di medio - lungo periodo. Essi riguardano sia il consolidamento e l’evoluzione terziaria di attività manifatturiere tradizionali, sia lo sviluppo di sistemi imprenditoriali nell’ambito delle alte e medie tecnologie, dei beni culturali e ambientali, delle produzioni agroalimentari tipiche. Vanno quindi sostenuti: - sviluppo delle filiere agroalimentari corte e di qualità - pesca e produzione ittica - vitivinicolo (parco alimentare) - prodotti tipici - programma di agricoltura biologica - ecocompatibile e alimentazione naturale - innovazione e riposizionamento internazionale dei sistemi produttivi del Made in Italy - calzaturiero del Brenta, - legno-mobile arredo del Livenza, - meccanico motoristico di Noale - pesca in Laguna coordinando e controllando gli operatori e facendo loro assumere maggiori competenze di natura gestionale ripensando, anche, il ruolo del GRAL - consolidamento dei nuovi distretti produttivi o cantieristica nautica o beni culturali e restauro o turismo culturale Innovazione del turismo come guida allo sviluppo compatibile La provincia di Venezia costituisce un macro comprensorio turistico con varie destinazioni (città antica / località della costa, sistema delle ville venete) e il turismo viene riconosciuto come economia strategica non solo in termini di numeri, ma in termini di traino per molte altre filiere produttive e per il rafforzamento dei caratteri qualitativi rivolti alle comunità residenti. La popolazione turistica può essere una massa ed un volano di benessere abitativo stabile e deve motivare investimenti di qualità stanziale: il settore nel suo complesso deve essere oggetto di investimenti straordinari in grado di assicurarne l’innovazione e contemporaneamente di creare posti di lavoro nuovi. Ferma restando la necessità di mantenere il ruolo centrale dell’Ente ripensando, in questo senso, quello delle APT. Molte sono le cose che possono essere fatte: - innovazione delle imprese in rapporto al mercato - accessibilità e mobilità interna - piano di ammodernamento del patrimonio ricettivo: la Regione anche attraverso l’uso di incentivi normativi può favorire tale piano assicurando lavoro al settore edilizio, evitando opere invasive e incompatibili con la nuova domanda turistica fortemente orientata alla qualità dell’ambiente e del paesaggio - la tutela e la manutenzione dei patrimoni - piano della nautica da diporto: con l’individuazione dei poli nautici il PTCP ha assicurato sviluppo e nuovi posti di lavoro, senza stravolgere il complesso equilibrio dell’ecosistema lagunare e delle coste - i percorsi come offerta a sé stante e non solo come supporto neutro origine-destinazione - i terminal come tappe di percorsi o accessi ad attrazioni turistiche - un forte prodotto d’acqua che si avvalga di modalità ambientalmente compatibili con spina dorsale nelle due infrastrutture esistenti: Litoranea Veneta e Idrovia Laguna-Padova - sistema di fruizione nautica nelle diverse gamme dei percorsi e delle soste - sistema di percorsi ciclabili di carattere storico, culturale, ambientale - la produzione culturale deve qualificare il turismo e funzionare da industria creativa - una card a valenza provinciale che metta a sistema i trasporti con i siti di interesse culturale, ambientale e ricreativo - progetti tesi a favorire il turismo nautico minore in laguna con piccole imbarcazioni a motore, a remi e a vela La Provincia, inoltre, riconosce come fondamentale il ruolo delle Pro Loco per la valorizzazione del territorio e la sua promozione e si impegna, nel contempo, a promuovere la realizzazione di una rete diffusa di accoglienza al turista anche attraverso un più significativo coinvolgimento delle categorie produttive. Risorse nuove per la crescita Per mettere in campo il numero maggiore di risorse possibili bisogna mettere a frutto buone pratiche di parternariati solidi in Europa per recuperare risorse da destinare al marketing territoriale e al sostegno di nuove attività, sfruttando al meglio le risorse messe a disposizione della Comunità Europea. Bisogna nel contempo attuare le politiche per attirare capitali di altri investitori, sfruttando le opportunità offerte dal mercato europeo. Per sostenere le imprese operanti su tutto il territorio provinciale bisogna diffondere la banda larga informatica in tutta la provincia perché ogni impresa possa connettersi e competere in tutti i mercati
MOBILITA’ E INFRASTRUTTURE
La metropoli in 45 minuti Investimenti per assicurare tempi di percorrenza normali e certi al fine di diminuire l’uso dell’auto Con l’allargamento europeo verso est il Veneto, e più in particolare l’area del veneziano, acquista un peso di assoluto rilievo all’interno dei rapporti comunitari, ridefinendosi quale crocevia nelle relazioni tra l’est europeo e la costa meridionale del mediterraneo rendendo il territorio oggetto di crescenti flussi di scambio e luogo di transito di persone, merci e idee. In questo scenario la competitività dell’area è fattore che assicura elevati livelli occupazionali, di coesione sociale e culturale e della qualità del vivere degli abitanti. E’ chiaro come la qualità delle infrastrutture materiali e più in generale del sistema dei trasporti sia in grado di incidere il modo significativo sulla competitività economica complessiva. Ad oggi il sistema territoriale compreso tra Padova, Venezia e Treviso ha definito una dimensione territoriale che dissolve i confini convenzionali e che si definisce sulla base di complesse relazioni quotidiane e che ci permettono di affermare come ci si trovi in presenza di una realtà di carattere metropolitano. Il sistema della mobilità acquista un ruolo rilevante sia sul piano della riconoscibilità metropolitana sia sul piano della funzionalità. Il passaggio dalla “città diffusa” alla metropoli a “bassa densità” è la sfida dell’area centrale VE.PD.TV. e quindi della provincia di Venezia. Questo spazio fisico ha tutte le caratteristiche economico-finanziarie, scientifico-culturali, turistico-ricreative e quelle eccellenze infrastrutturali che sono tipiche di un contesto metropolitano. Per stare ed eccellere in Europa bisogna che questo territorio sia riconosciuto come un’area metropolitana e questa identità si può avere solo se viene garantito al cittadino il diritto alla mobilità e se questo diritto trova un riscontro nel sistema pubblico e non solo attraverso il mezzo privato. Il sistema ferroviario metropolitano regionale rappresenta lo scheletro dell’armatura territoriale trasportistica capace di relazionare in maniera efficiente l’area che si sviluppa tra Padova, Mestre - Venezia e Treviso. Lo scenario deve prevedere l’integrazione totale delle diverse modalità di trasporto pubblico e privato e di quello pubblico con un progetto di integrazione modale, temporale tariffaria. In questa logica i tram di Padova e Mestre devono articolare il loro servizio in funzione dell’interscambio con SFMR e per questo progetto si deve ripensare un alinea di gronda urbana che utilizzando la linea dei Bivi garantisce la totale integrazione tra le centralità urbane e le polarità dei servizi eccellenti: nuovo ospedale di Mestre, aeroporto Marco Polo, sistemi universitari e di ricerca. In questa riorganizzazione l’hub europeo della mobilità non può che essere l’aeroporto Marco Polo, su cui si deve integrare la stazione dell’alta velocità ferroviaria con il servizio metropolitano integrato. Il servizio pubblico (Metropolitana di superficie) deve poter arrivare sin sulla costa per concretizzare la vera forma e dimensione dell’area metropolitana. La Metropolitana dovrà servire il litorale di Jesolo-Cavallino e il Lido fino a Chioggia, organizzando l’offerta del trasporto pubblico come vera spina dorsale della realtà metropolitana. Su questo grande progetto di mobilità provinciale si devono integrare le funzioni dei grandi corridoi europei: il corridoio V e le autostrade del mare (corridoio complanare all’A4 per servire la mobilità locale o interprovinciale) e una politica di riduzione del trasporto su gomma a favore del trasporto su rotaia. Appare indispensabile ed improcrastinabile garantire la realizzazione immediata delle opere complementari al Passante ed in particolare di quelle legate alla mitigazione di impatto ambientale (generalizzazione delle barriere fonoassorbenti, aree boschive di rispetto, passante verde). Va promosso il consolidamento dell’area portuale merci di Porto Marghera in raccordo con quello di Chioggia, che, per la sua naturale posizione strategica non aver solo vocazione ittica e proiezione adriatica, ma deve essere anche punto di partenza per le vie fluviali verso le grandi città del nord Italia. Gli altri elementi cruciali sono: - Nuova Romea o Connessione al porto di Chioggia o Connessione alla zona industriale di Marghera o Connessione al sistema autostradale a Padova o Qualificazione della vecchia Romea - rafforzamento dell’asse Venezia - Padova o asse multimodale o gestione idraulica o parco lineare di tipo fluviale - opere complementari al passante - passante verde - penetrazione verso le località balneari del sistema di trasporto pubblico - Potenziamento del sistema di piste ciclabili per incrementare gli spostamenti in bicicletta soprattutto nelle aree urbane e togliere auto dalle strade - Completamento della messa in sicurezza della rete stradale - Manutenzione della rete stradale
PIANIFICAZIONE TERRITORIALE, MOBILITA’ E INFRASTRUTTURE
Compito della Provincia, a partire dagli strumenti di legge di cui dispone, ed in particolare dalla redazione del PTCP, è: - promuovere l’integrazione ed il riequilibrio delle diverse parti del territorio, sia attraverso scelte volte a favorire la mobilità interna, sia contrastando i fattori di disequilibrio, cioè le tendenze, caratteristiche del territorio veneto, alla proliferazione degli insediamenti e alla duplicazione delle funzioni; - attivare politiche di conservazione attiva dell’ambiente che si articoli attorno ad azioni di salvaguardia, azioni di recupero, azioni di valorizzazione. In particolare tali azioni saranno dirette: - a favorire, attraverso piani specifici, il recupero, la riqualificazione, la rinaturalizzazione, delle varie aree dimesse –soprattutto industriali e demaniali- esistenti nel nostro territorio, il cui riuso, oltre alla qualificazione ed al recupero ambientale, contribuisce all’arresto dello spreco del suolo che rappresenta uno dei principali fattori di distruzione di risorse irriproducibili. Tra queste aree fondamentale è il recupero di Porto Marghera per attività produttive ambientalmente compatibili; - a promuovere delle modalità, economiche e procedurali, ed agendo sulla Regione Veneto perché predisponga una normativa urbanistica adeguata, per favorire il recupero delle aree urbane degradate, anche attraverso demolizioni e ricostruzioni, nel quadro di piani pubblici e condivisi; - a promuovere una politica di sostenibilità ambientale, non solo attraverso azioni di tutela del territorio, ma attraverso progetti orientati all’uso di energie alternative, di modalità costruttive volte al risparmio energetico, sia nella gestione che nella costruzione di edifici a qualsiasi uso destinati, ed alle altre politiche che vadano nella stessa direzione;
LA RETE DELLA SICUREZZA PER LA PERSONA
La coalizione assume come valore il sostegno ed la promozione della Legalità definendolo un bene essenziale per le comunità locali. In questo senso ribadisce come siano le Forze dell’Ordine le uniche deputate a questo essenziale servizio e come l’ente pubblico, al di là delle specifiche deleghe, sia chiamato a costruire le condizioni migliori perché le donne e gli uomini delle Forze di Polizia possano operare. Si continuerà, quindi, nella capillare opera di ampliamento e riqualificazione degli edifici di proprietà provinciale destinati a caserme di Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco e Guardia di Finanza. In ogni mandamento intendiamo costruire vere e proprie “Cittadelle della Sicurezza”: spazi moderni ed efficienti nei quali costituire presidi adeguati ad affrontare le dinamiche degli specifici del territorio, relativi non solo all’ordine pubblico, ma anche alla sicurezza ambientale e sociale. In questo quadro il sistema provinciale di Protezione Civile - che si conferma come modello di efficienza anche a livello nazionale come, purtroppo, i drammatici fatti dell’Abruzzo hanno dimostrato – troverà piena integrazione e, quindi, adeguato sostegno in termini formativi, economici e di strutture. Diritti di cittadinanza sociale per un welfare inclusivo e partecipato A fronte di uno smantellamento nazionale del welfare la Provincia deve riuscire a contrapporre, a livello locale, un modello universalistico che risponda ai bisogni delle persone. Necessaria una assunzione di responsabilità del pubblico attraverso la sua presenza costante nell’articolazione del sistema di protezione sociale. Le realtà del terzo settore, indispensabili nelle politiche del welfare locale, dovranno essere facilitate nello svolgere il loro lavoro di qualità, con precise competenze e tutele per nella loro opera senza la volontà di ritenerle alternative al pubblico. Il ruolo della rete del volontariato, in questo senso, è senza dubbio essenziale e la Provincia deve caratterizzarsi sempre di più come soggetto organizzatore di “piattaforme sociali”, organizzative, logistiche, di rete tra i comuni del territorio e le associazioni del volontariato in modo da realizzare interventi coordinati in grado di sostenere realmente le persone. Infatti la Provincia da sola non riesce ad affrontare capillarmente le tante situazioni difficili presenti nel proprio territorio, è chiamata a sostenere l’associazionismo con risorse eccezionali e determinazione ancora maggiore di quella sino ad oggi profusa perché sono in aumento in questo periodo difficile le emergenze sociali. In questo quadro vanno sostenute, e potenziate, le strutture di sostegno sia per quanto riguarda i minori che il Centro Servizi per le Disabilità Sensoriali e istituito l’Osservatorio dei Bisogni per garantire immediata e profonda conoscenza delle problematiche sociali presenti nel territorio provinciale. Nel contempo dovrà essere potenziato e messo maggiormente in relazione con tutti i settori sensibili dell’amministrazione provinciale il ruolo delle consulte dell’Immigrazione e del Volontariato: strumenti indispensabili per garantire le giuste risposte in maniera efficace e rapida. Anche il precariato diffuso e, più in generale la “cattiva occupazione”, è un elemento che mina la sicurezza individuale. Per questo intendiamo costituire un fondo di garanzia provinciale in modo che anche i ragazzi che non hanno un posizione lavorativa stabile possano accendere un mutuo per l’acquisto della prima casa. L’attuale congiuntura economica, che sta producendo anche nella nostra provincia una fortissima crisi occupazionale e produttiva senza precedenti e che si prospetta ancora più critica nel medio e lungo periodo, determina per molti nuclei familiari, anche appartenenti a fasce di reddito sinora considerate estranee e distanti da rischi di povertà, sacrifici pesanti per far fronte ai rincari dei prezzi e delle tariffe. Il carovita sta minando la solidità dei nostri nuclei famigliari e per fronteggiarlo al meglio sosterremo le attività di commercializzazione dei prodotti a “Chilometri 0”: risorse di qualità e prive dei rincari di trasporto, promozione e imballaggio. Per far fronte al carovita la Provincia promuoverà nel territorio specifiche azioni contro il carovita: promuovere le attività dei gruppi di acquisto solidale e popolare; attivare tavoli specifici allo scopo di calmierare i prezzi dei generi alimentari di prima necessità all’interno dei quali possano partecipare i gruppi di acquisto popolari e solidali; determinare l’esposizione dei prezzi alla sorgente e di effettuare controlli specifici periodici sui prezzi e sulla qualità dei prodotti; di non determinare incrementi tariffari di propria competenza, vigilando anche sulle proprie società partecipate, che gravano ulteriormente sui bilanci familiari e di programmare degli specifici interventi rivolti alle fasce di cittadini più in difficoltà che prevedano la rateizzazione “lunga” delle bollette del gas, dei rifiuti, dell’acqua, ripartendo gli interessi di ritardo di pagamento sul monte complessivo degli introiti assicurati dalle utenze. Istruzione e diritto allo studio Il sistema dell’istruzione è una risorsa fondamentale per la crescita della comunità locale. Le scuole devono essere valorizzate come centri di promozione umana e culturale, di aggregazione sociale e di partecipazione democratica. Innanzitutto dovrà essere affrontata la questione degli spazi scolastici degli edifici di istruzione secondaria di competenza della Provincia con gli obiettivi della sicurezza a partire da quella statica delle strutture e dalle azioni volte a dotare le stesse di impianti per il risparmio energetico e dell’innovazione al fine di creare spazi moderni ed adeguati (palestre, laboratori, mense). Sarà importante anche far fronte ai problemi che la Riforma Gelmini creerà a partire dal prossimo anno scolastico. La riduzione del numero degli insegnanti e delle compresenze comporterà una riduzione di ore a disposizione delle istituzioni scolastiche, ore che oggi vengono usate per attività di recupero per gli alunni più in difficoltà o per corsi di alfabetizzazione per alunni stranieri. La promozione di politiche mirate all’inserimento di studenti stranieri dovrà avvenire anche attraverso l’organizzazione di funzioni di mediazione culturale. La Provincia dovrà impegnarsi affinché, all’interno dei piani per il diritto allo studio, ci siano le risorse necessarie per i ragazzi che a scuola hanno maggiori necessità, con un occhio di riguardo per gli studenti disabili. Pace, sport, patrimonio e cultura La Provincia sarà ancora impegnata a sostenere i progetti finalizzati a promuovere la pace, i diritti umani, la solidarietà e la cooperazione internazionale. Continuerà l’opera di coordinamento e di sostegno, anche economico, perché la pratica dello sport si diffonda il più possibile e sia accessibile a tutti, indipendentemente dall’età e dalle diverse abilità. Si punterà a sviluppare e incentivare l’attività sportiva, garantendo un impegno particolare nei confronti delle fasce più deboli della popolazione. Si continuerà a favorire la fruibilità dell’impiantistica, agevolandone l’accesso da parte di associazioni e gruppi di cittadini. Si continuerà nella valorizzazione del patrimonio artistico, storico ed archeologico della provincia, attivando progetti capaci di coniugare il rispetto dei beni con la fruizione turistica. Al consolidamento e allo sviluppo delle attività culturali mirate alla riscoperta delle radici delle singole aree, si aggiungerà l’attivazione di iniziative atte a promuovere la conoscenza e la valorizzazione di espressioni artistiche appartenenti ad altre culture, a forme culturali auto-gestite, al sostegno di iniziative culturali diffuse nel territorio ed innovative nei contenuti. In questo senso si procederà a: - riprendere il filo della promozione della cultura come motore dell’identità territoriale e del senso di appartenenza delle varie comunità; - attivare un confronto competente e paziente tra i soggetti pubblici e privati produttori e programmatori di attività culturali; - riconoscimento e stabilità delle eccellenze progettuali esistenti e stimolo per quei territori che ne sono ancora privi; - sostegno delle iniziative di “produzione culturale” laddove esse si innestino in dinamiche di riconoscimento e di vere e proprie reti culturali e di capacità di intercettare risorse diverse da quelle pubbliche; - individuazione dei criteri di misurazione dell’efficacia dell’azione pubblica e di gradiente economico che la cultura innesca nel territorio. Così la cultura acquista valore strategico, comunica l’immagine che un territorio ha di se stesso, mette in movimento dinamiche di relazione con risorse locali e costituisce quello sviluppo anche occupazionale di cui oggi, anche in relazione alla crisi economica, c’è assoluto bisogno.
INVESTIRE SULL’AMBIENTE
Difesa del suolo - è diventata una necessità imprescindibile e dovrà essere oggetto di investimenti efficaci per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, l’abbandono delle manutenzioni agricole, l’impermeabilizzazione dei suoli. Cura del sistema idraulico e dell’assetto idrogeologico: la provincia deve essere il motore di una nuova cultura della cura del territorio e del rispetto dei luoghi, partendo dall’attenzione alle piccole cose e ai comportamenti quotidiani. Difesa dell’aria Le condizioni generali di sofferenza della qualità dell’aria di molte aree densamente abitate, con particolare riferimento alle consistente e persistenti emissioni di polveri sottili , va costantemente monitorata, provvedendo ad istituire centraline fisse nelle località maggiormente interessate dal traffico e dalle attività produttive insalubri. Vanno intraprese azioni volte ad impegnare i comuni dell’area al conseguimento degli obbiettivi assunti a Kioto riassunti dalla formula 20,20,20 pretendendo che le norme tecniche dei piani territoriali prevedano misure compensative del CO2 prodotto dalle nuove edificazioni, private o pubbliche. Energie rinnovabili - la nuova economia sarà strutturata su nuove forme di energia e bisogna investire sull’efficienza energetica di tutti gli edifici pubblici e delle abitazioni private, risparmiando ai consumatori milioni di euro nel conto energetico. La Provincia deve promuovere una nuova cultura che a partire da comportamenti quotidiani fino alle grandi scelte infrastrutturali ed insediative affermi il senso di responsabilità individuale e collettivo rispetto all’utilizzo delle energie. Rete ecologica - investimenti pubblici per infrastrutture ecologico - ambientali. La rete ecologica ricrea patrimonio ecologico, sviluppa funzioni di ingegneria naturalistica creando aree naturali che fungono da bacini di laminazione per contenere il rischio idraulico. Al tempo stesso la rete ecologica si costituisce come elemento compensativo della cementificazione e come fattore di ricostruzione del paesaggio, come ripristino delle condizioni originarie del territorio da consegnare alle generazioni future (in tal senso è necessario prevedere opere di compensazione ai danni ambientali prodotti dal MOSE). La realizzazione della rete ecologica interviene sull’assetto del territorio e genera lavoro che viene distribuito nel territorio coinvolgendo più imprese che operano in vari settori. Acqua, risorsa da tutelare - la tutela dell’acqua è una scelta strategica che deve stare al centro dell’attenzione politica. La tutela deve riguardare sia il patrimonio idrico sotterraneo, sia i corpi idrici superficiali. L’acqua è una risorsa che deve restare pubblica, estranea a interessi speculativi. Rifiuti, riuso totale - dobbiamo completare la dotazione impiantistica e assimilarla ai livelli europei per ottenere il recupero totale dei rifiuti, in una logica di “rifiuti zero” che punti attraverso la generalizzazione della raccolta differenziata al riciclo, al recupero, al riuso,o come materia o come energia, generando anche nuovo lavoro. La discarica deve diventare marginale nel sistema di trattamento. - Questo obiettivo deve essere affermato come coscienza collettiva, come patrimonio civico che induce senso di responsabilità individuale e collettiva nei confronti delle generazioni future.
LA LAGUNA E LE SUE VALLI DA PESCA
Un patrimonio unico al mondo, da rispettare e valorizzare, completando il programma di sviluppo sostenibile delle attività economiche e del tempo libero sul quale siamo impegnati da anni. La Provincia sta dando nuovo impulso, destinando idee e risorse vere alla millenaria produzione ittica delle valli da pesca: grazie all’entusiasmo di imprenditori all’avanguardia, abbiamo creato un marchio di qualità per il pesce di valle, per rendere più conosciuti e apprezzabili prodotti ittici che ancor oggi vengono allevati con i metodi dell’età dei Dogi. Adesso l’impegno è sostenere l’azione di marketing sui mercati locali e nazionali per sconfiggere la concorrenza al ribasso delle produzioni di massa e promuovere, grazie al nostro pesce, la valle da pesca come luogo di storia, cultura ed eccezionale ambiente: un ambiente custodito grazie all’apporto di pochi privati e che la Provincia sta facendo conoscere a studenti, amanti della natura, studiosi e potenziali turisti di tutto il mondo. Pesca La Provincia di Venezia ha recentemente concordato le associazioni dei pescatori sportivi - dilettanti e approvato la nuova Carta ittica, il programma per una gestione delle acque interne che veda sempre più protagonisti gli appassionati della pesca, nella tutela degli ambienti di riva, nella segnalazione di abusi ambientali e soprattutto nella gestione di fiumi, laghetti e altri corsi d’acqua, perché ci siano sempre meno Siluri e sempre più Lucci, perché Carpe e Trote continuino a riprodursi e ad ingaggiare quella “competizione amorevole” che è l’essenza della pesca sportiva. E’ stata e continuerà ad essere la Laguna il banco di prova di un’amministrazione che pone tra i suoi obiettivi generali quelli della sicurezza, della legalità e di un ordinato sviluppo economico. La Provincia di Venezia con decisione unanime, infatti, insieme ai Comuni interessati ha creato la società G.R.A.L. con lo scopo di condividere con gli operatori professionali della pesca il percorso verso una produzione di vongole veraci da allevamento, per dare certezza di qualità ai tanti consumatori e garantire la professione. Il prossimo impegno è proseguire sulla strada del rispetto: rispetto per il nostro ambiente, per la fatica di centinaia di lavoratori della pesca, per le famiglia che di pesca vivono o che ne apprezzano i prodotti locali. Entro i prossimi tre anni potremo giungere al marchio di qualità certificata per la vongola lagunare. Caccia e natura. Gestione e conoscenza concreta e capillare del territorio, coinvolgimento e responsabilità per gli utenti della caccia saranno ancora le linee guida di una politica che è riuscita a coniugare la passione dei settemila cacciatori veneziani con l’aumento dei valori naturalistici della nostra provincia. Basta un solo dato: oltre settanta specie di uccelli trascorrono l’inverno tra Caorle e Venezia, oltre trecentomila individui popolano le nostre lagune, una ricchezza gestita con attenzione e rigore, fatta conoscere a scolaresche, cittadini e appassionati di tutto il mondo e che rappresenta un motivo in più per frequentare le nostre zone, soprattutto fuori dal periodo estivo. Si aumenterà la rete dei guardiani del territorio, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza e il rispetto per le nostre campagne, alle quali la Provincia destina risorse per i progetti di miglioramento ambientale: siepi, colture a perdere, zone umide, boschetti creeranno un mosaico di biodiversità dove lepri, fagiani, starne potranno continuare a riprodursi e convivere con gli amanti della caccia. Una politica concreta che da risultati tangibili: il nuovo piano faunistico venatorio provinciale consentirà di coinvolgere nella gestione delle zone protette (oasi, zone di ripopolamento, riserve) tutti coloro che sentono, per competenza, passione, disponibilità, di poter dare il loro concreto contributo nello sviluppo della “naturalità” della nostra Provincia.